CAPPERO NR.20 SEMI
CAPPERO NR.20 SEMI

CAPPERO NR.20 SEMI

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NR.20 SEMI DI CAPPERO

CAPPERO

Clima adatto. I capperi crescono solo in condizioni climatiche molto calde, quindi la pianta si può coltivare negli orti del centro e del sud Italia. Al nord può stare solo in zone riparate e soleggiate, con adeguate precauzioni per non far patire il freddo alla pianta quando scendono le temperature. L’esposizione solare è fondamentale, la pianta ama ricevere molto sole.

Terreno. Il cappero ama i terreni sassosi e aridi, non a caso lo troviamo come pianta spontanea nell’Italia meridionale costiera dove cresce persino tra le pietre dei muri. Non ama i terreni umidi e richiede un suolo altamente drenante, pena la morte della pianta. Non serve che la terra sia particolarmente ricca di sostanza organica, anzi i capperi ben si adattano a svilupparsi in terreni poveri e poco fertili. Per questo motivo non occorre alcuna concimazione.

Seminare o piantare il cappero

Il cappero è una pianta che si riproduce tramite seme: a seguito della fioritura si forma un piccolo frutto che contiene la semente, per ottenere il seme si può raccogliere il frutto nel mese di settembre e ricavarlo, bisognerà andare a seminare l’anno successivo.  La semina del cappero non è semplice e richiede tempo perché l’arbusto arrivi a produrre boccioli, per questo può essere conveniente comprare direttamente la pianta di cappero in vivaio e trapiantarla in campo. Se si ha pazienza partire dal seme resta sempre la tecnica più soddisfacente per un buon orticoltore.

Coltivare il cappero partendo dal seme. Il cappero è una pianta da seminare in primavera, a partire da fine febbraio si può metterla in semenzaio, a marzo si può invece metterla direttamente in campo. Se si opta per la semina diretta si possono gettare i semini a spaglio per diradare poi durante l’estate, i semi vanno coperti appena con un velo di terra e si deve innaffiare subito. Il trapianto delle piantine nell’aiuola dedicata nell’orto deve essere fatto dopo un anno, questo arbusto infatti è piuttosto lento nella crescita.

Sesto di impianto. Le piante di cappero vanno distanziate almeno 120 cm l’una dall’altra, visto che l’arbusto col tempo si espande abbastanza.

Tanta pazienza. Seminando a marzo il cappero produrrà il suo primo raccolto a giugno dell’anno successivo e solo l’anno seguente ancora entrerà in produzione a buon regime. Per questo se non avete la pazienza di aspettare più di un anno dovete comprare una piantina.

Coltivazione dei capperi nell’orto bio

La coltivazione come già anticipato è molto semplice, inoltre la pianta del cappero è poliennale e quindi non deve essere riseminata ogni anno.

Non ci sono particolari avversità e per questo si tratta di un’orticola ottima per la coltivazione biologica, gli unici problemi di malattie sono portati dall’eccesso di umidità nel terreno o dai ristagni idrici e sono quindi semplici da prevenire, con una semplice accortezza nella preparazione del suolo e nelle operazioni di irrigazione.

Sarchiatura. L’unico lavoro da fare se si vuole coltivare il cappero nell’orto è quello di tener pulita l’aiuola dalle erbacce con periodiche sarchiature.

Irrigazione. La pianta del cappero ama l’aridità, per questo si bagna esclusivamente quando le piantine sono giovanissime, appena sviluppato un buon apparato radicale diventa autonoma nel trovare l’acqua anche se non piove molto. Chi bagna tutto l’orto deve anzi fare attenzione a lasciar stare la pianta del cappero.

Concimazione. Il cappero è poco esigente ma può gradire una concimazione sporadica con stallatico o pollina, sparsa e zappettata attorno alla pianta. Si può fare una volta all’anno o biennale.

Potatura. Ogni anno si può potare il cappero tagliando i rami in febbraio. Una bella potatura è stimolo perché la pianta possa germogliare correttamente e produrre tanti boccioli.

 

 

 

La coltivazione dei capperi in vaso

Il cappero si può coltivare anche sul balcone in un vaso di buona dimensione, dovrebbe avere un’altezza minima di mezzo metro. Fondamentale per avere un buon risultato è che il terrazzo sia esposto a sud o comunque in posizione di pieno sole. Occorre mettere argilla espansa o ghiaia sul fondo del vaso per garantire il drenaggio e mischiare un poco di calce e sabbia al terriccio.

Se si tiene la pianta in vaso potrebbe essere necessaria l’irrigazione da una a tre volte a settimana a seconda del clima e della dimensione del vaso, stando attenti a non esagerare con la quantità di acqua fornita.

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